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Voghera

Duomo di Voghera 
Voghera is a town of Lombardy, Italy, in the province of Pavia. It is located 30 km south-southwest of that city, on the Staffora,a tributary of the river Po.
The neighbourhood produces much silk, in which, as well as in corn and wine, an active trade is carried on.
Known in ancient times as Iria, it took its name from the river on which it was situated. It was on the road from Piacenza to Dertona, and was made a colony by Augustus (colonia Forum Iulium Iriensium). In the 1st century CE it was destroyed by the Rugi, and it is next mentioned as Viqueria in the 10th century. After several lordships, it was acquired by the House of Savoy in 1743 with the Concordat of Worms. Five years later it became provincial capital and received the city status.
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Vigevano

Duomo di Vigevano
La città di Vigevano sorge a trentacinque chilometri da Milano e da Pavia. Pur essendo una località antichissima le sue origini sono confuse. Il primo documento che menziona nella forma longobarda di "Vicogeboin" il borgo sorto in posizione strategica sopra un promontorio della costa del Ticino, è del 963.
Vigevano, collocata in posizione ottimale su un guado del fiume Ticino, diventò oggetto delle mire espansionistiche di Milano e di Pavia e per oltre 150 anni fu costretta a subire guerre, assedi e distruzioni. Con l'avvento delle Signorie, nel sec. XIV, il borgo migliorò le sue condizioni, soprattutto per gli importanti mutamenti urbanistici introdotti dai Visconti che culminarono nella costruzione dei "terraggi", della "rocca" e nel potenziamento del castello.
Durante il governo di Luchino Visconti venne costruita la possente "Strada Coperta" (1347) che collegava il Castello alla Rocca scavalcando le case del borgo. Morto Filippo Maria Visconti nel 1447 Milano proclamò l'Aurea Repubblica Ambrosiana presieduta da Pier Candido Decembrio, personaggio di origine vigevanese. Contro la nuova repubblica insorse Francesco Sforza, comandante dell'esercito visconteo, che tentò con ogni mezzo di impossessarsi del potere. Nell'aprile del 1449 Vigevano si ribellò al presidio sforzesco, si proclamò libero comune e si alleò a Milano, ma non bastò l'impegno di tutto il popolo guidato dall'eroina Camilla Rodolfi per resistere all'assedio delle truppe sforzesche condotte dal Colleoni, il 6 giugno il borgo dovette inchinarsi a Francesco Sforza che conquistò Milano nel febbraio dell'anno successivo e si fece proclamare nuovo duca. Forse in virtù dell'eroismo dimostrato dai Vigevanesi durante l'assedio, Francesco Sforza fu benevolo con loro e li favorì, concedendo al borgo vantaggiose norme commerciali. Scelse inoltre il castello di Vigevano come luogo preferito dalla Corte per i soggiorni estivi e per la caccia. Alla sua morte (1470) gli successe Galeazzo Maria, figlio iniquo e violento, che venne trucidato nel dicembre del 1476 nella Chiesa di Santo Stefano in Milano. Gli succedette il figlio Gian Galeazzo Maria, di soli 7 anni, tutelato della madre Bona di Savoia.
Nel turbolento momento del trapasso dei poteri fece la sua ricomparsa alla corte milanese Ludovico Maria detto il Moro, fratello del duca assassinato, rientrato da un forzato esilio in Toscana. Il Moro riuscì a farsi nominare Luogotenente Generale del ducato e, usurpando il potere ai tutori del giovane duca, si impadronì di fatto del potere. Nel 1486 avviò la bonifica del territorio vigevanese con la costruzione della fattoria modello "Sforzesca", e con l'edificazione di altre cascine. Furono inoltre ampliati e prolungati canali e rogge con grande beneficio dell'agricoltura. Successivamente il Moro dedicò le sue cure al borgo: nel 1490 con la costruzione di nuove scuderie e nel 1492 con l'inizio di nuovi edifici nel Castello. Contemporaneamente venivano avviati i lavori per l'apertura della nuova Piazza Maggiore (ora Ducale), che venne terminata nel 1494 in concomitanza con la nomina del Moro a Duca. La nomina fu illegittimamente ottenuta dopo la morte del giovane nipote Gian Galeazzo, deceduto nel Castello di Pavia in circostanze sospette.
Negli anni 1492/94 operarono a Vigevano Donato Bramante e Leonardo da Vinci. Al primo vengono attribuiti la "Loggia delle Dame", la "Falconiera" e la Torre, mentre Leonardo lasciò molti appunti che fanno riferimento a Vigevano ed alla Sforzesca. Nel 1500 il Moro, sconfitto e catturato dai francesi a Novara, venne imprigionato in Francia dove finì i suoi giorni nel 1508. Con la sua scomparsa Vigevano vide chiudersi il periodo aureo del rinnovamento urbanistico. Il successivo dominio francese segnò l'infeudazione di Vigevano al Maresciallo di Francia Gian Giacomo Trivulzio che impiantò nel borgo una arazzeria resa celebre della sua produzione. Seguirono nuove occupazioni straniere, guerre, pestilenze e difficoltà economiche.
Salito sul trono di Milano Francesco II Sforza, figlio del Moro e nativo di Vigevano, il 16 marzo del 1530, su sua sollecitazione, il Papa Clemente VII firmò a Bologna la bolla di erezione di Vigevano al rango di città e sede di Diocesi. Nel 1532, venne istituito il "Contado Vigevanasco". Ma il rifiorire della vita commerciale ed artistica della neonata città fu drasticamente interrotto il 1 settembre 1535 dalla prematura morte di Francesco II. Caduta sotto il dominio spagnolo dell'Imperatore Carlo V la città venne colpita da una serie gravissima di calamità: una terribile carestia nel 1628/29, una spaventosa epidemia di peste nel 1630 e due disastrosi assedi alla Rocca Nuova posti negli anni 1645/46, dapprima dai francesi e poi dagli spagnoli, che resero l'abitato "simile ad un triste deserto".
Chiusa la pesante parentesi spagnola all'inizio del XVIII secolo, le condizioni economiche di Vigevano migliorarono in modo sensibile, e nel 1750 la città contava 144 laboratori per la lavorazione della seta con 1600 addetti. Il 29 agosto 1789 la città venne riconosciuta dallo Stato Sardo capoluogo della "Provincia Vigevanasca" soppressa nel 1818 durante la "restaurazione" seguita alla parentesi napoleonica.
Il 10 agosto 1848 nel Palazzo Vescovile venne sottoscritto da re Carlo Alberto l'Armistizio Salasco che concluse la prima fase della Prima Guerra per l'Indipendenza ed il 21 marzo del 1849, alla ripresa delle ostilità, la Sforzesca fu teatro della battaglia vinta dai soldati Piemontesi contro gli Austriaci.

Vigevano

Piazza Ducale a Vigevano
La città di Vigevano sorge a trentacinque chilometri da Milano e da Pavia. Pur essendo una località antichissima le sue origini sono confuse. Il primo documento che menziona nella forma longobarda di "Vicogeboin" il borgo sorto in posizione strategica sopra un promontorio della costa del Ticino, è del 963.
Vigevano, collocata in posizione ottimale su un guado del fiume Ticino, diventò oggetto delle mire espansionistiche di Milano e di Pavia e per oltre 150 anni fu costretta a subire guerre, assedi e distruzioni. Con l'avvento delle Signorie, nel sec. XIV, il borgo migliorò le sue condizioni, soprattutto per gli importanti mutamenti urbanistici introdotti dai Visconti che culminarono nella costruzione dei "terraggi", della "rocca" e nel potenziamento del castello.
Durante il governo di Luchino Visconti venne costruita la possente "Strada Coperta" (1347) che collegava il Castello alla Rocca scavalcando le case del borgo. Morto Filippo Maria Visconti nel 1447 Milano proclamò l'Aurea Repubblica Ambrosiana presieduta da Pier Candido Decembrio, personaggio di origine vigevanese. Contro la nuova repubblica insorse Francesco Sforza, comandante dell'esercito visconteo, che tentò con ogni mezzo di impossessarsi del potere. Nell'aprile del 1449 Vigevano si ribellò al presidio sforzesco, si proclamò libero comune e si alleò a Milano, ma non bastò l'impegno di tutto il popolo guidato dall'eroina Camilla Rodolfi per resistere all'assedio delle truppe sforzesche condotte dal Colleoni, il 6 giugno il borgo dovette inchinarsi a Francesco Sforza che conquistò Milano nel febbraio dell'anno successivo e si fece proclamare nuovo duca. Forse in virtù dell'eroismo dimostrato dai Vigevanesi durante l'assedio, Francesco Sforza fu benevolo con loro e li favorì, concedendo al borgo vantaggiose norme commerciali. Scelse inoltre il castello di Vigevano come luogo preferito dalla Corte per i soggiorni estivi e per la caccia. Alla sua morte (1470) gli successe Galeazzo Maria, figlio iniquo e violento, che venne trucidato nel dicembre del 1476 nella Chiesa di Santo Stefano in Milano. Gli succedette il figlio Gian Galeazzo Maria, di soli 7 anni, tutelato della madre Bona di Savoia.
Nel turbolento momento del trapasso dei poteri fece la sua ricomparsa alla corte milanese Ludovico Maria detto il Moro, fratello del duca assassinato, rientrato da un forzato esilio in Toscana. Il Moro riuscì a farsi nominare Luogotenente Generale del ducato e, usurpando il potere ai tutori del giovane duca, si impadronì di fatto del potere. Nel 1486 avviò la bonifica del territorio vigevanese con la costruzione della fattoria modello "Sforzesca", e con l'edificazione di altre cascine. Furono inoltre ampliati e prolungati canali e rogge con grande beneficio dell'agricoltura. Successivamente il Moro dedicò le sue cure al borgo: nel 1490 con la costruzione di nuove scuderie e nel 1492 con l'inizio di nuovi edifici nel Castello. Contemporaneamente venivano avviati i lavori per l'apertura della nuova Piazza Maggiore (ora Ducale), che venne terminata nel 1494 in concomitanza con la nomina del Moro a Duca. La nomina fu illegittimamente ottenuta dopo la morte del giovane nipote Gian Galeazzo, deceduto nel Castello di Pavia in circostanze sospette.
Negli anni 1492/94 operarono a Vigevano Donato Bramante e Leonardo da Vinci. Al primo vengono attribuiti la "Loggia delle Dame", la "Falconiera" e la Torre, mentre Leonardo lasciò molti appunti che fanno riferimento a Vigevano ed alla Sforzesca. Nel 1500 il Moro, sconfitto e catturato dai francesi a Novara, venne imprigionato in Francia dove finì i suoi giorni nel 1508. Con la sua scomparsa Vigevano vide chiudersi il periodo aureo del rinnovamento urbanistico. Il successivo dominio francese segnò l'infeudazione di Vigevano al Maresciallo di Francia Gian Giacomo Trivulzio che impiantò nel borgo una arazzeria resa celebre della sua produzione. Seguirono nuove occupazioni straniere, guerre, pestilenze e difficoltà economiche.
Salito sul trono di Milano Francesco II Sforza, figlio del Moro e nativo di Vigevano, il 16 marzo del 1530, su sua sollecitazione, il Papa Clemente VII firmò a Bologna la bolla di erezione di Vigevano al rango di città e sede di Diocesi. Nel 1532, venne istituito il "Contado Vigevanasco". Ma il rifiorire della vita commerciale ed artistica della neonata città fu drasticamente interrotto il 1 settembre 1535 dalla prematura morte di Francesco II. Caduta sotto il dominio spagnolo dell'Imperatore Carlo V la città venne colpita da una serie gravissima di calamità: una terribile carestia nel 1628/29, una spaventosa epidemia di peste nel 1630 e due disastrosi assedi alla Rocca Nuova posti negli anni 1645/46, dapprima dai francesi e poi dagli spagnoli, che resero l'abitato "simile ad un triste deserto".
Chiusa la pesante parentesi spagnola all'inizio del XVIII secolo, le condizioni economiche di Vigevano migliorarono in modo sensibile, e nel 1750 la città contava 144 laboratori per la lavorazione della seta con 1600 addetti. Il 29 agosto 1789 la città venne riconosciuta dallo Stato Sardo capoluogo della "Provincia Vigevanasca" soppressa nel 1818 durante la "restaurazione" seguita alla parentesi napoleonica.
Il 10 agosto 1848 nel Palazzo Vescovile venne sottoscritto da re Carlo Alberto l'Armistizio Salasco che concluse la prima fase della Prima Guerra per l'Indipendenza ed il 21 marzo del 1849, alla ripresa delle ostilità, la Sforzesca fu teatro della battaglia vinta dai soldati Piemontesi contro gli Austriaci.

Vigevano

i tetti di Vigevano
La città di Vigevano sorge a trentacinque chilometri da Milano e da Pavia. Pur essendo una località antichissima le sue origini sono confuse. Il primo documento che menziona nella forma longobarda di "Vicogeboin" il borgo sorto in posizione strategica sopra un promontorio della costa del Ticino, è del 963.
Vigevano, collocata in posizione ottimale su un guado del fiume Ticino, diventò oggetto delle mire espansionistiche di Milano e di Pavia e per oltre 150 anni fu costretta a subire guerre, assedi e distruzioni. Con l'avvento delle Signorie, nel sec. XIV, il borgo migliorò le sue condizioni, soprattutto per gli importanti mutamenti urbanistici introdotti dai Visconti che culminarono nella costruzione dei "terraggi", della "rocca" e nel potenziamento del castello.
Durante il governo di Luchino Visconti venne costruita la possente "Strada Coperta" (1347) che collegava il Castello alla Rocca scavalcando le case del borgo. Morto Filippo Maria Visconti nel 1447 Milano proclamò l'Aurea Repubblica Ambrosiana presieduta da Pier Candido Decembrio, personaggio di origine vigevanese. Contro la nuova repubblica insorse Francesco Sforza, comandante dell'esercito visconteo, che tentò con ogni mezzo di impossessarsi del potere. Nell'aprile del 1449 Vigevano si ribellò al presidio sforzesco, si proclamò libero comune e si alleò a Milano, ma non bastò l'impegno di tutto il popolo guidato dall'eroina Camilla Rodolfi per resistere all'assedio delle truppe sforzesche condotte dal Colleoni, il 6 giugno il borgo dovette inchinarsi a Francesco Sforza che conquistò Milano nel febbraio dell'anno successivo e si fece proclamare nuovo duca. Forse in virtù dell'eroismo dimostrato dai Vigevanesi durante l'assedio, Francesco Sforza fu benevolo con loro e li favorì, concedendo al borgo vantaggiose norme commerciali. Scelse inoltre il castello di Vigevano come luogo preferito dalla Corte per i soggiorni estivi e per la caccia. Alla sua morte (1470) gli successe Galeazzo Maria, figlio iniquo e violento, che venne trucidato nel dicembre del 1476 nella Chiesa di Santo Stefano in Milano. Gli succedette il figlio Gian Galeazzo Maria, di soli 7 anni, tutelato della madre Bona di Savoia.
Nel turbolento momento del trapasso dei poteri fece la sua ricomparsa alla corte milanese Ludovico Maria detto il Moro, fratello del duca assassinato, rientrato da un forzato esilio in Toscana. Il Moro riuscì a farsi nominare Luogotenente Generale del ducato e, usurpando il potere ai tutori del giovane duca, si impadronì di fatto del potere. Nel 1486 avviò la bonifica del territorio vigevanese con la costruzione della fattoria modello "Sforzesca", e con l'edificazione di altre cascine. Furono inoltre ampliati e prolungati canali e rogge con grande beneficio dell'agricoltura. Successivamente il Moro dedicò le sue cure al borgo: nel 1490 con la costruzione di nuove scuderie e nel 1492 con l'inizio di nuovi edifici nel Castello. Contemporaneamente venivano avviati i lavori per l'apertura della nuova Piazza Maggiore (ora Ducale), che venne terminata nel 1494 in concomitanza con la nomina del Moro a Duca. La nomina fu illegittimamente ottenuta dopo la morte del giovane nipote Gian Galeazzo, deceduto nel Castello di Pavia in circostanze sospette.
Negli anni 1492/94 operarono a Vigevano Donato Bramante e Leonardo da Vinci. Al primo vengono attribuiti la "Loggia delle Dame", la "Falconiera" e la Torre, mentre Leonardo lasciò molti appunti che fanno riferimento a Vigevano ed alla Sforzesca. Nel 1500 il Moro, sconfitto e catturato dai francesi a Novara, venne imprigionato in Francia dove finì i suoi giorni nel 1508. Con la sua scomparsa Vigevano vide chiudersi il periodo aureo del rinnovamento urbanistico. Il successivo dominio francese segnò l'infeudazione di Vigevano al Maresciallo di Francia Gian Giacomo Trivulzio che impiantò nel borgo una arazzeria resa celebre della sua produzione. Seguirono nuove occupazioni straniere, guerre, pestilenze e difficoltà economiche.
Salito sul trono di Milano Francesco II Sforza, figlio del Moro e nativo di Vigevano, il 16 marzo del 1530, su sua sollecitazione, il Papa Clemente VII firmò a Bologna la bolla di erezione di Vigevano al rango di città e sede di Diocesi. Nel 1532, venne istituito il "Contado Vigevanasco". Ma il rifiorire della vita commerciale ed artistica della neonata città fu drasticamente interrotto il 1 settembre 1535 dalla prematura morte di Francesco II. Caduta sotto il dominio spagnolo dell'Imperatore Carlo V la città venne colpita da una serie gravissima di calamità: una terribile carestia nel 1628/29, una spaventosa epidemia di peste nel 1630 e due disastrosi assedi alla Rocca Nuova posti negli anni 1645/46, dapprima dai francesi e poi dagli spagnoli, che resero l'abitato "simile ad un triste deserto".
Chiusa la pesante parentesi spagnola all'inizio del XVIII secolo, le condizioni economiche di Vigevano migliorarono in modo sensibile, e nel 1750 la città contava 144 laboratori per la lavorazione della seta con 1600 addetti. Il 29 agosto 1789 la città venne riconosciuta dallo Stato Sardo capoluogo della "Provincia Vigevanasca" soppressa nel 1818 durante la "restaurazione" seguita alla parentesi napoleonica.
Il 10 agosto 1848 nel Palazzo Vescovile venne sottoscritto da re Carlo Alberto l'Armistizio Salasco che concluse la prima fase della Prima Guerra per l'Indipendenza ed il 21 marzo del 1849, alla ripresa delle ostilità, la Sforzesca fu teatro della battaglia vinta dai soldati Piemontesi contro gli Austriaci.

Brunico

Duomo di Brunico in val Pusteria - Südtirol
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. Già dal XIII secolo esisteva dove si trova oggi la chiesa, una piccola cappella, della quale alcuni documenti ne parlano nel 1316. Nel 1381 la piccola cappella fu ingrandita e divenne quindi una chiesa a tutt gli effetti e quindi nuovamente consacrata. Nel 1515 fu riedificata in stile gotico dal maestro Valentin Winkler di Falzes, ma la costruzione non venne mai terminata. Nel 1610 la chiesa divenne la chiesa parrocchiale. Nel 1789 la consacrazione della chiesa costruita in stile classicistico dal costruttore brunicense Jakob Philipp Santer. Infine tra il 1851 e il 1853 l'architetto viennese Hermann von Bergmann ristrutturò la chiesa in stile neoromano. I dipinti all'interno sono opere dei pittori tirolesi Georg Mader e Franz Hellweger. Sul retro della chiesa si trova il cimitero comunale di Brunico.
(da wikipedia)

Bressanone

Corte del Duomo di Bressanone
Informazioni riguardanti il Duomo di Bressanone su Wikipedia.

Trento

Piazza del Duomo a Trento
Trento Cathedral (Italian: Duomo di San Vigilio) is the most important religious edifice in Trento, northern Italy. It was built over a pre-existing 6th century temple devoted to St. Vigilius (Italian: San Vigilio), patron saint of the city.
Bishop Federico Wanga commissioned the architect Adamo d'Arogno to construct the new Lombard-Romanesque church. Works continued for more than a hundred years, with the Gothic style becoming increasingly evident.
The façade has a large rose window including The Wheel of Fortune. Notable also are the lions supporting the columns of the narthex on the northern side and the twisting columns in the apsidal area.
The interior has a nave and two aisles with a transept. The latter has 14th century frescoes depicting the legend of St. Julian and the stone statue of the Madonna degli Annegati. The apse of the right transept houses the relics of the local martyrs Sisinius, Marturius and Alexander who died around 397 AD. In the right aisle is the Crucifix Chapel (1682), with a wooden crucifix at the feet of which were promulgated the issues of the Council of Trent, whose sessions were held in the church's presbytery
(from Wikipedia)

Trento

Location: Trento, Italia
Trento, cattedrale di San Vigilio (Duomo)
Trento Cathedral (Italian: Duomo di San Vigilio) is the most important religious edifice in Trento, northern Italy. It was built over a pre-existing 6th century temple devoted to St. Vigilius (Italian: San Vigilio), patron saint of the city.
Bishop Federico Wanga commissioned the architect Adamo d'Arogno to construct the new Lombard-Romanesque church. Works continued for more than a hundred years, with the Gothic style becoming increasingly evident.
The façade has a large rose window including The Wheel of Fortune. Notable also are the lions supporting the columns of the narthex on the northern side and the twisting columns in the apsidal area.
The interior has a nave and two aisles with a transept. The latter has 14th century frescoes depicting the legend of St. Julian and the stone statue of the Madonna degli Annegati. The apse of the right transept houses the relics of the local martyrs Sisinius, Marturius and Alexander who died around 397 AD. In the right aisle is the Crucifix Chapel (1682), with a wooden crucifix at the feet of which were promulgated the issues of the Council of Trent, whose sessions were held in the church's presbytery.
(from Wikipedia)

Pavia

Duomo di Pavia
The Cathedral of Pavia (Italian: Duomo di Pavia) is a church in Pavia, northern Italy, the largest in the city. The construction (presently still unfinished in some minor details) was begun in the 15th century on the site of two pre-existing Romanesque cathedrals (Santo Stefano and Santa Maria del Popolo). The cathedral houses the remains of St. Sirus, first bishop of Pavia. Next to the cathedral was the Civic Tower (Torre Civica), known in 1330 and enlarged in 1583, which crumbled down on March 17 1989.
(from Wikipedia Wikipedia)

Crema

Location: 26013 Crema CR, Italia
Piazza del Duomo
Crema Cathedral (Italian: Duomo di Crema) is a church in Crema, northern Italy.
A first cathedral in the town had been destroyed by Frederick Barbarossa in 1160; a new building was begun in 1185, but construction was halted in 1212 to begin again in 1284 but in Gothic style. The church was finished in 1340, while in 1385 the apse was lengthened and a crypt was added.
The façade is in typical Lombard Gothic style, with a single portal surmounted, in the lunette, by sculptures of the Virgin with Child and St. Pantaleon and St. John the Baptist over a frieze with faces of saints. Over the portal is a large marble rose window, flanked by mullioned windows. Tha façade ends with a loggia with small marble columns.
The bell tower, on the right side, dates to the 14th century, while the octagonal upper part is from the 17th century.
The Gothic interior has a nave and five aisles.

(from Wikipedia)