Monte Galbiga

sulla vetta del Galbiga
Dalla vetta del Monte Galbiga, alta 1698 m, nelle giornate terse si possono vedere ben sei laghi: da sud-ovest a nord-est il Lago Maggiore, il Lago di Muzzano, il Lago di Lugano, il lago del Piano, il Lago di Como e il Lago di Mezzola. Inoltre è ben visibile la cittadina di Porlezza, la Grona a sud sulla val Perlana e la val d'Intelvi. Non manca una bella vista sulle Alpi tra le quali spicca il Monte Rosa.
Nei pressi della vetta è sito un piccolo osservatorio astronomico e sulla cima sono posti una croce rivolta verso Porlezza e la Val Menaggio, una statuina della Vergine, un altare ed uno spazio adibito a chiesa, inaugurati e benedetti dal cardinale Carlo Maria Martini.
L'Occupazione Avanzata Frontiera Nord (OAFN), più nota come Linea Cadorna è una linea militare difensiva costruita tra il 1911 ed il 1916 nelle Prealpi lombarde, con lo scopo di proteggere il territorio italiano e i poli industriali di Milano e Bergamo da un ipotetico attacco tedesco attraverso la neutrale Svizzera o da una possibile invasione svizzera di Lombardia e Piemonte. Il suo nome è dovuto al fatto che fu proprio il generale Luigi Cadorna, capo di stato maggiore dell'esercito italiano, a sostenerne la necessità ed a seguirne la realizzazione.
In particolare l'importanza del tratto Ceresio-Lario (da Como a Menaggio) era tale che tutti i piani elaborati successivamente prevedevano come primo obiettivo, allo scoppio delle ostilità, l'occupazione dell'intero Mendrisotto fino a Capolago.
Per questo si decise di concentrare il fuoco sulla diga-ponte di Melide, unica via di collegamento con Lugano.
Tale azione, avrebbe consentito l'agevole occupazione del Monte Generoso a protezione e sostegno del punto strategico dell'intero settore, la Sighignola.
Da Porlezza fino a Menaggio, la massiccia catena montuosa a sud della valle opponeva una sufficiente barriera naturale.
(storia della Linea Cadorna su Wikipedia)