Roma

Trinità dei Monti
I lavori per la costruzione della chiesa della Santissima Trinità dei Monti iniziarono nel 1502 e si protrassero per tutto il XVI secolo, con una sosta di ben 60 anni, dal 1527 al 1587, a causa dei gravi danni causati dal Sacco di Roma. La chiesa fu consacrata nel 1585 dal pontefice Sisto V.
La facciata è opera di Carlo Maderno e risulta proiettata verso l'alto grazie ai due campanili simmetrici con cupolino ottagonale. L'interno è composto da un'unica grande navata sulla quale si aprono sei cappelle laterali ornate da pregevoli opere d'arte.
Il restauro appena concluso dai Monumenti storici di Francia, che si occupano anche dei beni di proprietà francese in suolo italiano, ha riportato la chiesa al suo antico splendore. I restauratori hanno ripristinato infatti il rivestimento originario di stucco lapideo, restituendo al meglio uno dei frammenti più preziosi della città antica. Steso con la giusta perizia, lo strato di stucco non solo ha il colore della pietra ma, fatto ben più importante, ne ha la consistenza tattile, al punto che vi si possono imprimere perfino i segni degli strumenti solitamente utilizzati per la lavorazione della pietra, che conferiscono alla superficie una capacità di catturare e rimandare la luce abbagliante di Roma, incluse le variazioni tonali che vanno dal rosa pallido del mattino all'oro ramato dell'ultimo pomeriggio.
Davanti a Trinità dei Monti, verso la fine del XVIII secolo, papa Pio VI fece posizionare l'Obelisco Sallustiano, l'ultimo dei grandi obelischi innalzati nella Roma papale, realizzato in epoca romana imperiale ad imitazione degli obelischi egiziani.