Roma

panorama su Roma da Trinità dei Monti
La monumentale scalinata di Trinità dei Monti in Piazza di Spagna fu inaugurata da papa Benedetto XIII in occasione del Giubileo del 1725. Venne realizzata per collegare l'ambasciata borbonica spagnola (a cui la piazza deve il nome) alla chiesa di Trinità dei Monti. Venne progettata sia da Alessandro Specchi che da Francesco De Sanctis dopo lunghe ed accese discussioni su come il ripido pendio sul lato del Pincio dovesse essere urbanizzato per collegarlo alla chiesa. La soluzione finale scelta fu quella di Francesco De Sanctis: una grande scalinata decorata da numerose terrazze-giardino, che in primavera ed estate viene addobbata splendidamente con molti fiori. La sontuosa, aristocratica scalinata, posta all'apice di un lungo asse viario che portava al Tevere, fu disegnata in modo che avvicinandosi gli effetti scenici aumentassero man mano. Tipico della grande architettura barocca era infatti la creazione di lunghe, profonde prospettive culminanti con quinte o sfondi a carattere monumentale. La scalinata è stata restaurata nel 1995 (da Wikipedia).
I lavori per la costruzione della chiesa della Santissima Trinità dei Monti iniziarono nel 1502 e si protrassero per tutto il XVI secolo, con una sosta di ben 60 anni, dal 1527 al 1587, a causa dei gravi danni causati dal Sacco di Roma. La chiesa fu consacrata nel 1585 dal pontefice Sisto V.
La facciata è opera di Carlo Maderno e risulta proiettata verso l'alto grazie ai due campanili simmetrici con cupolino ottagonale. L'interno è composto da un'unica grande navata sulla quale si aprono sei cappelle laterali ornate da pregevoli opere d'arte.
Il restauro appena concluso dai Monumenti storici di Francia, che si occupano anche dei beni di proprietà francese in suolo italiano, ha riportato la chiesa al suo antico splendore. I restauratori hanno ripristinato infatti il rivestimento originario di stucco lapideo, restituendo al meglio uno dei frammenti più preziosi della città antica. Steso con la giusta perizia, lo strato di stucco non solo ha il colore della pietra ma, fatto ben più importante, ne ha la consistenza tattile, al punto che vi si possono imprimere perfino i segni degli strumenti solitamente utilizzati per la lavorazione della pietra, che conferiscono alla superficie una capacità di catturare e rimandare la luce abbagliante di Roma, incluse le variazioni tonali che vanno dal rosa pallido del mattino all'oro ramato dell'ultimo pomeriggio.
Davanti a Trinità dei Monti, verso la fine del XVIII secolo, papa Pio VI fece posizionare l'Obelisco Sallustiano, l'ultimo dei grandi obelischi innalzati nella Roma papale, realizzato in epoca romana imperiale ad imitazione degli obelischi egiziani.